17 | 08 | 2017
Bimbi Tibet Stampa E-mail
Il Tibet vive una situazione particolarmente difficile fin dal lontano 1949, anno in cui il paese subì l’invasione da parte della Cina.
Da quel momento, infatti, iniziò un vero e proprio genocidio culturale, poiché l’invasione non era mirata solo all’espansione territoriale, ma anche, e soprattutto, all’estirpazione della cultura, della filosofia spirituale, delle tradizioni e della lingua di questo pacifico popolo.
“Pacifico” sì, perché i tibetani hanno, infatti, fama di persone in cui è profondamente radicato il valore etico della non-violenza, da sempre tramandato dalle culture orientali e che viene costantemente messo in pratica, nella vita di tutti i giorni, fin dalla più tenera età, poiché i valori umani sono materia di studio nelle scuole già dai primi anni di istruzione.
Ora, quel fondamentale valore è in pericolo, così come anche il popolo tibetano che rischia l’estinzione, poiché la società in Tibet è costruita dal governo cinese.
Nelle scuole, negli uffici ed in ogni attività imprenditoriale si parla il cinese ed il sistema legislativo adotta normative restrittive che vincolano drasticamente ogni forma di libertà per i tibetani.
Per questa ragione, molti di essi (spesso intere famiglie), a costo di rimetterci la vita, preferiscono fuggire all’estero affrontando un viaggio difficile e spesso pericoloso come quello costituito dall’attraversamento delle alture himalayane, per trasferirsi in Nepal o in India e potersi ricostruire una nuova esistenza.
I loro cuori sono animati dalla ricerca della tanto sospirata libertà e, soprattutto, dalla speranza di riuscire a mantenere vivi gli Antichi Insegnamenti, la loro Tradizione, la Lingua.
Ciò sarebbe ovviamente molto difficile vivendo in un paese straniero, se non fosse per persone come Tashi Lama che, creando una scuola (la Tashi School) basata sulla cultura tibetana in Nepal, fa sì che la tradizione di un popolo possa continuare a sopravvivere grazie ai bimbi orfani a cui viene garantito un sostegno concreto oltre che fisico, anche mentale e culturale.
Quindi questa scuola non è come un consueto orfanotrofio, ma è molto di più… e sostenere questo progetto non significa solo dare una casa, da mangiare e da bere, dei vestiti, un’istruzione ma, in aggiunta, ciò che è ancora più importante: un’identità etica, morale e spirituale basata sulla volontà di tramandare una profonda tradizione millenaria!

“Non importa quanto siate deboli o forti, o quanto numerosi siano i sostenitori della vostra causa, la libertà trionferà!”
(S.S. il XIV Dalai Lama)
 
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