04 | 08 | 2020
Settembre 2005 (gli esordi) Stampa E-mail
Indice
Settembre 2005 (gli esordi)
Idee e... progetti
Notizie dalla scuola
Notizie dai villaggi
Tutte le pagine
“Vorrei raccontarvi della nostra vita qui a Vanaprastha.
Qui a casa adesso abbiamo 44 bambini, di cui 11 maschietti. L’ultimo arrivato è Puneeth, di 6 anni circa. E’ stato portato qui dalle suore. E’ rimasto orfano da piccolo e, quindi, è stato affidato ad altri genitori, che sfortunatamente un anno fa sono morti di cancro, lasciandolo per una seconda volta orfano. E’ un bambino silenzioso, ma molto affettuoso. Ha un po’ di difficoltà a parlare, perché credo che non sia stato seguito durante la sua infanzia. Adesso anche lui studia alla nostra scuola. E’ molto abile a rubacchiare e ad ottenere qualche soldo dai suoi compagni, ma è un bimbo responsabile e buono.
Tutti i bambini che frequentano fino alla quarta elementare vanno alla nostra scuola (la Vanaprastha International School). Sono un po’ più della metà, mentre gli altri vanno ancora alla scuola statale del villaggio.
Alla nuova scuola i nostri bambini hanno trovato un po’ di difficoltà perché il livello di insegnamento è più elevato rispetto alla scuola precedente e devono parlare l’inglese in tutte le materie. Queste difficoltà ci sono soprattutto per i bambini della seconda, terza e quarta elementare.
E’ un po’ come se fossero rimasti indietro nel programma scolastico, ma per i bambini dell’asilo tutto funziona a meraviglia. Anche loro devono parlare l’inglese e… che bello sentire Chandu, Meena, Yamuna e Kusuma parlare in inglese!
Apprendono molto più in fretta dei grandi, per loro è una grande occasione studiare in questa scuola.
Ovviamente a casa abbiamo avuto qualche difficoltà per cercare di far studiare un po’ di più i bambini. All’inizio dell’anno scolastico tornavano a casa addirittura alle sei ed erano fuori dalla mattina alle sette. Adesso, grazie all’impiego di tre scuolabus, rientrano alle quattro e mezza/cinque. Nonostante ciò, il tempo sembra non essere mai abbastanza, soprattutto quando si tratta di far studiare dei bambini, per di più 44.
Allora abbiamo cercato di ottimizzare non solo gli orari, ma anche gli spazi e le persone che si prendono cura di loro.
I bambini non studiano più qua e là per la study-room e per la casa, ma abbiamo creato delle aule con banchi, dove ognuno ha il suo posto, riducendo la dispersione. Abbiamo creato anche un piano di studio e sembra funzioni: ad ogni bambino grande ne è stato affidato uno piccolo, tenendo conto del loro carattere e delle loro abilità.
In questo modo il grande controlla che il piccolo studi regolarmente e lo aiuta.
Attualmente a casa vivono due insegnanti che lavorano alla scuola, partono la mattina con i bambini sull’autobus e tornano con loro. Il loro compito è anche quello di seguirli nello studio il pomeriggio. E’ un’ottima soluzione, perché sono esattamente al corrente del programma che i bambini stanno svolgendo a scuola e, inoltre, sono le insegnanti di quasi tutti loro, per cui conoscono i loro punti deboli e possono farli lavorare in modo adeguato.
Certo non è facile e i risultati non saranno immediati, ma tutti ci stiamo sforzando.
A casa è concesso solo parlare in inglese e tutti ci provano, sia adulti che bambini.
Ci sono anche altre due donne che si occupano dei bambini, li aiutano a tenere in ordine le camere, li seguono nelle pulizie e in tutte le faccende domestiche.
Ovviamente la mattina, prima di colazione, si fa sempre yoga e meditazione e di pomeriggio hanno sempre il loro tempo per giocare e divertirsi”.
(Padre Sibi)
 
Copyright © 2020 All Is One. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
Cerca nel sito