20 | 04 | 2019
Molto di più che una semplice scimmietta! Stampa E-mail
Nel lontano 2003, anno in cui feci questa splendida ma dolorosa esperienza, conobbi una creatura meravigliosa… e me ne innamorai immensamente al primo sguardo.
Uno di quegli Amori da lasciarci il Cuore!
Questa creatura viveva in Costa Rica, luogo in cui quell’anno io, il mio compagno e alcuni Amici passammo le nostre vacanze.
E’ stata per me un’esperienza unica che ha segnato la mia anima nella gioia e nel dolore, mi ha fatto comprendere quanto gli animali siano dotati di intelligenza, provino sentimenti, abbiano sensibilità, un loro modo di comunicare e di comprendere.
Anch’essi, come noi, sentono e percepisco il dolore fisico e gli stati d’animo. Insomma: sono sensibilissimi.
Posso confermare che hanno una percezione di diverse cose che noi non abbiamo… ebbene sì: sono più sensitivi di noi!
Quello che avrei da raccontarvi di quell’esperienza, ma anche di altre, riempierebbe pagine e pagine, ma cercherò di sintetizzare.
Mio fratello Mauro, spesso mi parlava di una certa Laura e mi diceva che un giorno me l’avrebbe presentata. Conoscendo mio fratello, non vi dico cosa la mia mente andava a pensare...
Un giorno, durante una delle nostre folli uscite, mi disse: “Sei pronta? Oggi ti porto a conoscere Laura!”. “Oddio – pensai - ci siamo… chi mai sarà questa?”. Già la mia mente elaborava per riuscire ad escogitare un modo per scaricarla. Infilati in un’auto, su e giù per strade dissestate, sballottamenti vari (che avventura ragazzi!) ... come si usa dire “tra fresche frasche”, ad un certo punto arrivammo davanti ad una “casa”… si fa per dire “casa”! In realtà si trattava di una struttura formata da listelli di legno piantati nel terreno coperti a mo’ di tetto da lamiere. Il tutto era recintato da pali di legno e reti metalliche. La gente lì viveva davvero in povertà.
Scendemmo dall’auto, ci avvicinammo alla recinzione e vedi una corda penzolare da un ramo. Legata a questa corda c’era una scimmietta impaurita con due grandi occhi sgranati e curiosi che ci fissava da lontano. Mauro mi disse: “Ecco! Questa è Laura!”
Non vi dico la mia faccia… senza pensare a nulla ed al rischio che stavo correndo, mi sono avvicinata, il mio cuore ha cominciato a battere forte, ci siamo guardate, scrutate e innamorate subito o, almeno, così è stato per me. Ho sempre avuto un debole per le scimmiette, ma dopo quell’esperienza l’amore è esploso.
Avevo conosciuto Laura e tutti i miei pensieri in quel momento erano svaniti, ero in uno stato che non saprei spiegare, ma in quel momento esistevamo solo io e Laura, o forse eravamo una cosa sola e tutto il resto non c’era più.
I suoi occhi erano profondi, quello che esprimevano era uno spettacolo della natura: voglia di tenerezza, curiosità, tristezza e forse anche un pò di fame. Avrei voluto subito portarla via ma, per ovvie ragioni, non era possibile.
E’ stato un incontro che mi ha commossa e, allo stesso tempo, scossa, ma che ha lasciato dentro di me un grande vuoto e dolore.
Dopo quell’incontro, tutte le volte che ci era possibile, andavamo a trovarla, portando da mangiare a lei ed ai suoi “padroni”.
Ci siamo fatti raccontare come fosse finita lì e perché non viveva libera con le altre scimmiette. Così ci raccontarono che un giorno alcuni uomini, per procurarsi la legna, avevano distrutto parecchi alberi ed, insieme agli alberi, finì anche la vita dei genitori di Laura.
Laura era sopravvissuta a questa distruzione, ma era troppo piccola per vivere da sola, così questa famiglia si prese cura di lei nutrendola e tenendola con sè.
Ci spiegarono che non potevano liberarla perché, non essendo cresciuta in cattività, non avrebbe saputo gestire da sola la sua vita e, liberarla, avrebbe voluto dire correre seri pericoli. Così rimase lì.
Giorno dopo giorno facevamo conoscenza con Laura e lei con noi: è stata un’esperienza indimenticabile. Ogni giorno io e Laura ci scoprivamo sempre più vicine, fino a capire che potevamo fidarci una dell’altra, così ci siamo ritrovate strette in un’abbraccio come madre e figlia. Laura era costantemente nei miei pensieri, quando non la vedevo mi mancava terribilmente e non vedevo l’ora di andarla a trovare.
Mi ha sorpreso molto il suo modo di approcciarsi a noi; si avvicinava piano piano, prima prendendo da mangiare da lontano, poi sfiorandoci fino ad arrivare a salire in braccio, ma con la coda sempre appesa all’albero, fino a quando si è sentita sicura e allora ci avvolgeva con un abbraccio incredibile con tutto il suo corpo e la coda. Quello che trasmetteva era una dolcezza infinita, un desiderio d’amore e di coccole, di tenerezza, proprio come un bambino.
E’ stato incredibile vedere una scimmietta comportarsi come un bimbo, le mancava solo la possibilità di parlare utilizzando il nostro linguaggio, ma vi posso dire che parlava con tutto il suo essere.
Non riesco a comprendere come l’uomo possa fare del male a delle creature viventi.
Tutto è stato meraviglioso fino al giorno della partenza. Quel giorno per me è stato come abbandonare una figlia, il dolore è ancora vivo dentro di me. Ricordo quei momenti come se fosse stato ieri. Eravamo abbracciate e non ci volevamo lasciare. Ricordo che il suo abbraccio era come quello di un bimbo che non vuole allontanarsi da te perché sa che non ti rivedrà più. Non riuscivamo a staccarci, le sue braccia stringevano il mio corpo, era aggrappata e, quando cercavo di staccarla, piangeva, mi chiamava allungando le braccia, apriva e chiudeva le mani come fanno i bambini, i suoi occhi erano tristi, spaventati. Queste scene mi laceravano dentro, il dolore era forte e non riuscivo a trattenere le lacrime.
Ho dovuto andare, ma il silenzio e il dolore era calato dentro di me. Un grande vuoto, che nulla è riuscito più a colmare.
Quel sentimento (l’amore per gli animali), mi da la forza di voler creare qualche cosa che possa aiutarli a non soffrire, a far sì che la gente capisca che sono esseri viventi che soffrono. Non possiamo far loro del male o torturarli per la nostra vanità, il nostro piacere e la nostra soddisfazione. Tutto ciò è crudele, è immorale ed è insopportabile che l’uomo compia azioni così barbare nei loro confronti. L’uomo che dicono sia un essere più evoluto… dovrebbe dimostrarlo!
Non è compiendo azioni e stragi di animali che dimostra la sua evoluzione. L’animale attacca per difendersi, l’uomo uccide per un proprio piacere personale.
L’animale ama incondizionatamente e senza chiedere nulla in cambio… a differenza di noi!
 
(Susanna)
 
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