17 | 04 | 2021
Diamo il via ai cosm-etici! Stampa E-mail
“Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino a includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza”.
(Albert Einstein)
Che cos’è un “prodotto cosmetico”?
Con il termine ‘cosmetici’ si intendono le sostanze o le preparazioni destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, capelli, unghie, labbra, ecc.) oppure sui denti e sulle mucose della bocca, allo scopo esclusivo o prevalente di pulire, profumare, proteggere, mantenere in buono stato, modificare l’aspetto o correggere gli odori corporei.
Quindi un cosmetico può essere definito tale, solo se ha un’azione locale.
Se invece può reagire con gli organi interni in quanto possiede un alto potere di penetrazione, sarà scientificamente da considerarsi un farmaco e dovrà, pertanto, essere sottoposto anche ai test preventivi che la legge impone prima della messa in commercio dei farmaci.
La normativa vigente impone la sperimentazione sugli animali per testare tutti gli ingredienti dei prodotti cosmetici di nuova produzione, prima di consentire che siano messi in commercio, ma non pone vincoli per quanto riguarda i prodotti finiti.
Gli ingredienti già presenti sul mercato fino al 1976 (anno di approvazione dell’attuale direttiva), sono stati inseriti in una lista detta “Positive List”.
Queste sostanze non necessitano di ulteriori test per poter essere utilizzate, poichè sono già state dichiarate “innocue” a seguito di test svolti in passato. Qualora sia anche dichiarato che il prodotto finito “non è testato su animali”, solo i cosmetici che hanno come ingredienti sostanze inserite nella Positive List sicuramente non incrementano il numero di animali sottoposti a sperimentazione.
La situazione, però, è alquanto caotica, infatti sui prodotti possiamo leggere dichiarazioni e slogan di ogni genere, talvolta anche poco comprensibili come “Testato Clinicamente” o “Testato Dermatologicamente”, senza sapere esattamente che cosa significhino. Qualora tali diciture compaiano su un prodotto, non significa in automatico che i prodotti non sono stati testati su animali.
“Testato Clinicamente” vuol dire certamente che il prodotto è stato messo a punto grazie a test su umani, ma non esclude i precedenti test sugli animali.
“Testato Dermatologicamente”, invece, significa semplicemente che il prodotto è stato testato sulla pelle, senza però specificare se di esseri umani oppure animali. Anche la dicitura “Prodotto finito non testato su animali” non è idonea a fornire garanzie assolute, poichè il fatto che il prodotto finito non sia stato testato su animali (cosa possibile, visto che non esiste nessun obbligo in tal senso), non esclude che invece lo siano stati i suoi principi attivi.
Alcune delle ditte che producono cosmetici utilizzando ingredienti entrati in commercio antecedentemente al 1976, marchiano i loro prodotti con l’immagine di un coniglietto (infatti i conigli sono la specifica razza animale usata per la sperimentazione dei cosmetici) e sono considerati “cruelty free” ossia “liberi da violenze”. Ma questi prodotti non sono cruelty-free nel senso che i loro ingredienti non sono mai stati testati su animali, e questo vale anche per quelli che usano ingredienti delle Positive List, perché anch’essi potrebbero essere stati, in qualche momento del passato, provati su animali.
Questa dicitura si riferisce, nello specifico, al fatto che non incrementano la sperimentazione su animali e non che non ne hanno mai fatto uso in passato (anche se potrebbe essere).
E’ giusto chiarire anche che la definizione di “cruelty-free” comprende solo la questione dei test su animali, ma non l’eventuale provenienza degli ingredienti usati.
Quando gli ingredienti derivano da sfruttamento e uccisione di animali (come ad esempio i grassi e gli olii animali, la gelatina animale, la glicerina, il collagene, ecc.), anche se non testati, non possono comunque essere considerati completamente cruelty-free.
Solitamente le ditte che utilizzano ingredienti entrati in commercio antecendentemente al 1976, per lo più, evitano anche di usare ingredienti di origine animale, quindi sono cruelty-free anche sotto questo punto di vista.
Se vogliamo evitare di incrementare la sperimentazione animale, però, ci conviene controllare sempre gli ingredienti prima dell’acquisto, perchè solo in questo modo potremo essere sicuri al cento per cento.
Sappiamo che è molto difficile trovare in commercio cosmetici completamente non sperimentati su animali e che non fanno uso di sostante di origine animale, però ci sembra giusto almeno fornire queste informazioni, onde evitare che qualcuno utilizzi cosmetici pensando di aver acquistato prodotti totalmente non sottoposti a sperimentazione animale, quando invece non è così.
La non conoscenza è alla base di ogni errore inconsapevole, e in ogni azione è sempre meglio possedere la piena consapevolezza di ciò che si fà.
Essere informati è essenziale per essere liberi. Una persona è libera solo quando è in grado di operare la sua scelta, conoscendo tutte le varie opzioni disponibili... anche quando si tratta semplicemente di... farci belli!
 
“Il problema non è se gli animali possono ragionare, ma è: possono soffrire? Certo, essi soffrono come noi!”.
(Jeremy Bentham)
 
Copyright © 2021 All Is One. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.