17 | 08 | 2017
Il potere dell'ascolto PDF Stampa E-mail

Le persone abituate ad ascoltare poco gli altri, finiscono per non capirsi, e le continue incomprensioni che si creano si ripercuotono sulla qualità della vita, sia a livello interpersonale che in ambito lavorativo.

Potrà sembrare un paradosso, ma proprio in quest'epoca della comunicazione globale e della connessione continua, le persone non hanno mai fatto così fatica a capirsi fra loro.

Tra i tanti errori comunicativi che si compiono ce n’è uno che sta emergendo in modo significativo.

È la marcata tendenza di molte persone a dialogare pensando di avere già la risposta a tutto.

Un fenomeno ben visibile in molti dibattiti televisivi.

Non c’è mai qualcuno che dica: sì, le tue opinioni mi hanno convinto, cambio idea, oppure ne prendo atto.

Ognuno ha la sua verità e da lì non si sposterà di una virgola, creando dei monologhi interminabili, sovrapponendosi durante il dialogo senza che l'altro finisca di dare le sue spiegazioni.

Se in TV potrebbe essere comprensibile, visto che quei dibattiti sono governati dall’ audience, più grave è che lo stesso accada nella vita di ogni giorno: spesso parliamo soltanto per vedere se la risposta che ci viene data coincide con quello che già abbiamo in mente.

Spesso alla fine di ogni conversazione si rimane convinti di quello che pensiamo noi, della nostra presunta, verità, del nostro pregiudizio, come se quello che l’altro ci dice non contasse nulla.

 

Se anche il nostro interlocutore fa la stessa cosa, l’incomunicabilità è il risultato certo del nostro dialogare, composto in realtà da due monologhi che viaggiano paralleli, ignorandosi l’un l’altro.

Il coraggio di andare verso l’altro

Un simile atteggiamento è frutto di una sempre più diffusa cultura della prestazione e della sfida, per la quale ogni scambio dialettico è una sorta di occasione per mostrare i propri “muscoli mentali”.

Purtroppo a volte accade anche in famiglia.

Quanti danni può fare, ad esempio, un genitore che chiede a un figlio quali siano i suoi problemi, e poi agisce sulla base di ciò che pensava già prima di chiederglielo, ignorando la preziosa risposta?

Tanti.

Per questo è necessario correggere il tiro e ridare all’ascolto e al dialogo il loro ruolo naturale, che non è quello di affermare i propri pregiudizi, ma di conoscere, capire e integrare la realtà che ci circonda.

E queste dinamiche innescano dei seri danni, vediamo quali..

Difficoltà a prendere atto e ad adattarsi a situazioni inattese: andiamo sempre per la nostra strada mantenendo le nostre idee come verità assolute, non accorgendosi di quello che accade di nuovo.

Procuriamo frustrazione e rabbia nei nostri interlocutori, soprattutto quelli abituali:inducendoli a pensare "che tanto con te è inutile parlare".

Questi pensieri sono serie difficoltà in coppia in famiglia e sul lavoro.

Qualche consiglio, due azioni da compiere per migliorarsi.

Il vero ascolto è un’azione concreta, sia passiva che attiva.

La parte passiva è quella di limitare i nostri possibili pregiudizi e lasciare che le parole dell’altro entrino in noi in modo “pulito”.

Quella attiva, cerchiamo di valutare in modo imparziale, attento e critico, quanto possibile, quel che ci viene detto. Questo è un atto di “ umiltà” e rispetto delle idee altrui.

Nelle risposte dell’altro c’è un intero mondo da scoprire e delle novità da integrare.

Non coglierle significa smettere di migliorarsi.

 

Un abbraccio

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