22 | 10 | 2017
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Il progetto sanitario nasce da un'esigenza maturata durante il viaggio di ritorno dal Nepal nel 2007. Durante le visite alla tashi School ci è apparsa chiara la necessità che la struttura si dotasse di un ambulatorio che prestasse almeno le cure di primo soccorso...

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NICOLETTA SIPOS

Mi hanno chiesto più volte come mi è venuta l'idea di scrivere "Perché io no?" (Sperling & Kupfer) un docu-romanzo che si occupa, tra le altre cose, di fecondazione assistita. In generale è stata una scelta coerente con i miei quarant'anni di carriera come giornalista e il mio impegno a parlare di problemi delle donne. Questa storia parte però da Angelica, una mia giovane amica, che per anni ha lottato per avere un figlio scontrandosi con ogni sorta di problemi (pregiudizi di amici, medici poco attenti, una legge che in Italia restringe molto la cosiddetta pma, procreazione medicalmente assistita). Angelica mi ha parlato a lungo del senso di vergogna, frustrazione, isolamento delle coppie (purtroppo molto numerose) che inseguono la cicogna e mi ha convinta a scrivere un libro fatto di storie vere che potesse aprire un varco nell'incomprensione che le circonda. Alla fine mi sono convinta che sarebbe stata una cosa buona. La Sperling, che nel 2009 aveva pubblicato il mio "Buio oltre alla porta" un libro su una donna vittima di violenza domestica, ha accettato di pubblicare anche il mio nuovo lavoro. Il libro è apparso a fine gennaio e ha già fatto un po' di strada: ora è alla terza edizione e la pagina facebook dedicata a "Perché io no?" offre molti spunti di riflessione e informazioni interessanti. Io spero che il dibattito vada avanti ancora per un po' e che possa aiutare altre donne (molte mi hanno già scritto dicendo che avevano tratto conforto dalla lettura). Allo stesso tempo, con Angelica e altre amiche, abbiamo deciso di usare parte dei diritti d'autore per aiutare due cause che ci stanno a cuore. Quella degli orfani di Haiti e quella dell'orfanatrofio di lama Tashi a Katmandu. È una scelta condivisa con entusiasmo e il nostro modo di sentirci utili. Anche in vista della discussione che ci attendiamo a settembre, quando la Corte costituzionale rimetterà mano alla legge 40 che attualmente regola la fecondazione in provetta


PERCHE’ IO NO

Nel libro “Perchè Io No” di Nicoletta Sipos, vengono raccontate le storie vere di un gruppo di donne che hanno dovuto lottare per avere un figlio. Molte ci sono riuscite e lo raccontano con gratitudine. Alcune hanno dovuto arrendersi e, pensando ai milioni di donne che diventano madri senza problemi, a volte anche senza volerlo e magari perfino contro la loro volontà, si chiedono ancora: perché io no? Eppure parlano delle loro esperienze con leggerezza, addirittura con ironia. Dopo la prova del fuoco si sono ritrovate con una forza interiore che non sospettavano di possedere.
Per tutte vale la frase di una di loro: «Cercavamo un figlio, abbiamo trovato un mondo». Ed è sembrato un passo naturale, quindi, quello di condividere la propria vicenda personale con la speranza che altre donne, soprattutto le più giovani e inesperte (l’infertilità è in aumento anche prima dei trent’anni), potessero imparare dai loro errori ed evitarli. Nicoletta Sipos, giornalista sensibile e da sempre attenta alle tematiche femminili, ha raccolto queste storie di amore, desiderio e coraggio.
Ma ha fatto molto di più, offrendo a tutte le lettrici una guida preziosa e insostituibile (proprio perché nasce da esperienze reali e concrete, comuni a una vasta comunità silenziosa), piena di informazioni utili e consigli pratici, provenienti dai più quotati specialisti, per orientarsi nella sempre più difficile ricerca della maternità.

Per richiedere informazioni sul libro 'Perchè io no?'


IL BUIO OLTRE LA PORTA

Questa è una storia vera, anche se nomi e circostanze sono stati cambiati per proteggere l'identità delle persone coinvolte. A raccontarla alla scrittrice e giornalista Nicoletta Sipos è stata la protagonista stessa, che chiameremo Alice, una signora italiana della buona borghesia, che per anni ha subito dal marito, un professionista di fama, violenze e soprusi fisici e psicologici. Un calvario che lei ha affrontato in silenzio, senza mai ribellarsi, appellandosi ogni volta all'amore che provava per lui e per i loro tre figli. Una vicenda emblematica e al tempo stesso paradossale: perché gli abusi, del tutto gratuiti, immotivati, non sono nati in un contesto sociale degradato, ma in un ambiente ricco, colto, evoluto. Tanto più sconvolgente appare perciò ascoltare la voce dolente della protagonista che rievoca i tremendi momenti passati in balia dell'affascinante, irreprensibile consorte che tutte le amiche le hanno sempre invidiato. E del quale, a lungo, lei stessa è stata perdutamente innamorata. Finché un giorno qualcosa è scattato, come se il malefico incantesimo che l'aveva paralizzata si fosse spezzato: Alice non è più disposta a subire, si ribella, cerca una via d'uscita, pur consapevole dei rischi che corre e di quanto sarà difficile risalire la china, dire la verità ai ragazzi, pensare a un futuro senza quell'uomo che con una mano le dava il necessario, e anche il superfluo, e con l'altra la schiacciava a terra. Ma ricominciare si può, si deve, per ritrovare la dignità perduta.


L’ANTICA ARTE DELLO SCANDALO

Un libro sulla storia e la tecnica della antica arte dello scandalo è una novità nel panorama editoriale italiano. È anche una proposta stimolante e divertente perché gli scandali hanno immancabilmente storie intriganti e hanno spesso aperto la via a svolte epocali. Basti pensare ai clamori che hanno anticipato - e accompagnato - le Rivoluzioni degli ultimi due secoli, da quella francese a quella russa, dal ‘68 al Watergate.
Vale forse la pena di ricordare che uno dei primi teorici dello scandalo come arma politica fu Lenin che, alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre esortava i giornalisti a scovare e svelare i segreti di Stato realizzando quelli che oggi chiameremmo "scoop".
Non a caso Rupert Murdoch, padrone di molte testate popolari anglosassoni oltre che di molti media in tutto il mondo, tiene un busto di Lenin nel suo studio. Più di recente, e in una dimensione meno eclatante, gli scandalosi tormenti sentimentali di Diana d’Inghilterra hanno comunque lasciato il segno sulla monarchia inglese, portando inediti sprazzi di calore negli eventi ufficiali e inducendo il Palazzo a curare di più le relazioni pubbliche. Di contro, lo scossone del Monicagate di Bill Clinton ha fatto vacillare l’intero partito democratico statunitense, che non si è ancora ripreso dallo choc, e ha spianato la strada ai neoconservatori repubblicani del giovane Bush.
Ma se la storia degli scandali costituisce la prima parte del libro, la seconda affronta più direttamente le tecniche usate per la loro realizzazione secondo i principi della moderna "scandalogia". Una scienza poco nota, ma di straordinaria attualità, che considera gli scandali sotto il profilo della comunicazione, ne esamina gli elementi che li creano (o aiutano a smontarli) e mette in prospettiva il sensazionalismo dei media, compreso Internet.

 
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Unendoci alle principali Organizzazioni Nazionali, a tutti gli amici ed i sostenitori del Tibet, in difesa di una cultura che sta ormai scomparendo (nella speranza che riesca a sopravvivere!), in segno di solidarietà ed a testimonianza dell’attenzione con cui l’opinione pubblica continua a seguire le vicende del Popolo Tibetano, esponiamo anche noi la nostra bandiera tibetana e Vi invitiamo a fare lo stesso!

Significato della bandiera

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ATTENZIONE: siamo senza istruzioni

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PERCHE' IO NO


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