18 | 06 | 2019
Il vegetariano rischia carenze proteiche? Stampa E-mail
Generalmente si pensa che nutrirsi prevalentemente di cibi di origine vegetale, significhi poi incorrere in carenze proteiche, ma non è affatto così. Infatti, vari studi hanno dimostrato che le proteine sono presenti anche nei vegetali e, nei legumi, addirittura in quantità doppia rispetto alla carne.
Soprattutto in occidente, dove l’alimentazione carnea è ancora prevalente, si riscontra un eccessivo apporto di proteine attraverso la dieta. Basti pensare che, a parità di quantità di cibo, l’alimentazione vegetariana apporta la metà del fabbisogno proteico rispetto all’alimentazione carnea, ma si è riscontrato che normalmente, nella maggior parte delle persone, l’apporto proteico è il doppio rispetto al reale fabbisogno.
Quindi, in occidente, piuttosto che carenze proteiche, si riscontra, in prevalenza, la presenza di una dieta iperproteica (ad eccessivo apporto di proteine), con tutte le conseguenze che ne derivano.
Un’alimentazione ad eccessivo contenuto di proteine, infatti, sottopone reni e fegato ad un vero e proprio superlavoro e contribuisce alla demineralizzazione delle ossa. I processi di trasformazione delle proteine, in effetti, portano alla produzione di scorie acide all’interno dell’organismo, che vengono eliminate dai reni. Per tamponare l’acidità di queste sostanze l’organismo mobilizza il calcio delle ossa e lo elimina con le urine.
L’alimentazione vegetariana bilanciata, invece, garantirebbe il giusto apporto proteico.
Inoltre, non dobbiamo dimenticare, che un ottimo apporto di proteine deriva dall’assunzione di uova e latte (per chi non è vegan). Lo dimostra il fatto che ogni neonato, in pochissimo tempo, diventa un bel bimbo semplicemente nutrendosi di latte.
 
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